Maffiotto

Maffiotto (Mafióout in francoprovenzale) una borgata un tempo molto popolata a 1323 m. slm. Arroccata su di un ripido pendio ed in posizione panoramica sulla bassa Valle di Susa, posta al temine della rotabile che dal capoluogo Condove adduce alle borgate montane del vallone del torrente Gravio. Oggi è un piccolo agglomerato abitativo semivuoto e quasi abbandonato. Originariamente faceva parte del Comune di Frassinere il quale fino all’anno 1936 era comune autonomo.

A Maffiotto c’era una parrocchia, una scuola e un cimitero. Sulla chiesa dedicata a San Grato non ci sono memorie certe per la sua edificazione, è di grandi dimensioni e qualche hanno fa ha visto il rifacimento del tetto. È citata nel 1744 per la prima volta nella visita pastorale del prelato Delle Lanze neo abate di San Giusto di Susa. Nel 1783 la cappella di San Grato fu restaurata e ampliata. Nel 1806 acquisì il titolo di chiesa parrocchiale a seguito del distacco da Frassinere comprendendo le cappelle di San Martino a Grange e Madonna della Neve a Prarotto.

La Chiesa di San Grato benché posta alla quota più bassa del nucleo abitativo, emerge visivamente, perché la facciata spicca al termine di una salita erbosa. La facciata, intonacata, segue il profilo a capanna, segnato da lesene angolari e terminato dal timpano triangolare; sulla sinistra si addossa la facciata della cappella, coperta da unico spiovente. Il tetto è a due falde con manto di copertura in lose. Il campanile affianca esternamente l’ultima campata, la sua terminazione “a bulbo” richiama modelli dell’oltralpe tedesco. L’aula di culto si sviluppa secondo un impianto a navata unica con abside semicircolare. In contro facciata è presente una cantoria in muratura.

Nella borgata si vede ancora la vecchia scuola, muri cadenti, qualche casetta ristrutturata e forse abitata, un’insegna che resiste al tempo, l’ex osteria, l’immagine di una madonna invecchiata tra le crepe di un muro ed il cimitero, segni che ricordano come tanta gente vivesse di duro lavoro; montanari che con grandi sacrifici restavano legati alla loro terra che pur sempre dava loro qualcosa per sopravvivere.

Testimone del periodo storico legato alla lotta partigiana fu il luogo in cui si nascondevano, tra le case e le stalle dei contadini, piccoli gruppi di partigiani che tentavano di sfuggire alle rappresaglie tedesche,dalla primavera del 1944 all’aprile del 1945.

Gli abitanti anziani di Maffiotto, parlano la lingua francoprovenzale, comune all’intera zona e più in generale alla Bassa Valle di Susa e valli adiacenti. Accanto alla lingua madre (che i locali chiamano però patois – anche patuà – o semplicemente moda ‘d nos) vengono parlati l’italiano ed il piemontese.

Alcune immagini di Maffiotto

Anno 1939 – Maffiotto panorama
Anno 1939 – Maffiotto il campanile e la chiesa
Anno 2012 . Maffiotto il campanile
Anno 2012 – Maffiotto panorama
Anno 2012 – Maffiotto panorama
Ann0 2012 – Maffiotto panorama
Anno 2021 – Maffiotto chiesa di San Grato
Anno 2021 – Maffiotto le scuole
Anno 2021 – Maffiotto il cimitero
Anno 2021 – Maffiotto panorama
Anno 2021 – Maffiotto – un affresco nei vicoli
Anno 2021 – Maffiotto la vecchia cantina