Borgata Giagli

Giagli (i Dzài in francoprovenzale, ij Giaj in piemontese) è una borgata montana del comune di Condove a 641 m.slm. La parrocchia di appartenenza è Mocchie. Il nome della borgata deriva probabilmente da un cognome locale (Giaglio, piem. Giaj) anticamente documentato nella borgata (secc. XVI-XVII).

Borgata dell’ex comune di Mocchie dove le case sono circondate dalla campagna: orti, prati ma soprattutto vigne, che sono la tradizione dei Giagli e il motivo della sua nascita. Infatti nei tempi antichi sono stati realizzati tantissimi muretti a secco per strappare alla montagna piccoli appezzamenti da adibire a coltivazione della vite. Nella fascia che va dai 650 agli 800 metri di altitudine, grazie alla sua esposizione, c’è il microclima ideale per la coltivazione della vite insieme ad un terreno calcareo particolarmente adatto. Con le vigne vennero costruiti i ricoveri per gli attrezzi e i locali per la vinificazione contenenti i tini in legno.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è pilone-giagli6-300x234.jpg
la regione dei Giai nella carta di misura della Valle di Susa della seconda metà del XVIII secolo

Anticamente la borgata era abitata solo stagionalmente, quando i lavori nella vigna si intensificavano, le abitazioni principali erano altrove, nelle borgate più vicine a Villa di Mocchie.

Successivamente quando la popolazione montana si spostò dalle borgate situate in quota più alta verso il fondovalle dove stavano sorgendo le prime industrie, i piccoli fabbricati di servizio vennero trasformati in abitazioni vere e proprie e i residenti aumentarono.

Anche Giagli ha conosciuto lo spopolamento che ha caratterizzato la montagna di Mocchie, ma essendo una delle borgate più vicine al centro di Condove e lungo la principale mulattiera di collegamento oltre che alla strada carrozzabile, tanti abitanti hanno resistito e continuato a viverci.

Nel 1840 ai Giagli vi erano 24 abitanti, nel 1886 erano 37 e nel 1961 solo 22 (12 maschi e 10 femmine). Nell’anno scolastico 1899/1900 risultava attiva per due mesi una scuola invernale con una classe mista e maestra Avventina Chirio.

La borgata divenne molto frequentata nel secondo dopoguerra per la presenza dell’osteria dei Giagli, più nota come “la trassa ‘d Batista”. L’osteria, in località Giagli esisteva già nel primo Novecento, in un locale vicino al pozzo, come mescita di vino, fin dopo la prima guerra mondiale. Nel 1930 col nuovo proprietario Alpe Battista e la moglie Pierina l’osteria si affermò come luogo di sosta, di ristoro, di sfide a bocce e di lunghe partite a carte. Ma il giorno più vivace della settimana era certamente il mercoledì, giorno di mercato a Condove, quando i margari, con i loro animali carichi di vettovaglie, facevano una tappa in osteria prima di inerpicarsi sui monti per raggiungere gli alpeggi. Asini e muli sostavano carichi sotto la terrazza, legati alla staccionata, mentre i loro padroni facevano uno bevuta nel vociare generale, che aveva il patois come unica parlata riconosciuta.

Negli anni ’50 il figlio dei proprietari Luciano, con l’aiuto di alcuni giovani della borgata ebbe la brillante idea di affiancare al gioco da bocce, già esistente da decenni, una pista da ballo all’aperto, dapprima con un ballo montato tra i castagni al limitare delle case poco oltre il gioco da bocce e in seguito a fianco dello stesso ricavando una bella pista quadrata in cemento, e per diversi anni diventò il ritrovo per la gioventù di Mocchie, Condove e paesi limitrofi. Dalla fine degli anni 80 l’osteria non esiste più e fa parte dei ricordi passati.

Nell’anno 2000 è stato inaugurato il pilone votivo dedicato a S. Stefano nel nuovo piazzale di parcheggio auto, il precedente testimone della fede religiosa della borgata era stato demolito durante i lavori di realizzazione della strada carrozzabile Condove Mocchie.

Gli abitanti della borgata parlavano la lingua francoprovenzale, comune all’intera zona e più in generale alla Bassa Valle di Susa e valli adiacenti. Accanto alla lingua madre (che i locali chiamano però patois – anche patuà – o semplicemente moda ‘d nos) venivano parlate la lingua italiana e quella piemontese.

Osteria dei Giagli – anno 1940
Giagli – anno 2000