Significato di “Ciaparat”

Quando un piemontese incontra un uomo che si vanta esageratamente delle proprie capacità, delle proprie azioni o dei propri averi, cercando di apparire molto più importante, coraggioso o ricco di quanto non si sia nella realtà, la risposta non è una barzelletta, ma un preciso scontro culturale: il tipico pragmatismo sabaudo risponde all’esibizionismo con il silenzio, un’alzata di spalle e talvolta un’espressione ironica e tagliente come: “a l’é mach n’àutr ciaparat”, ossia “è solo un altro fanfarone“.

Il termine ciaparat è uno dei modi di dire più caratteristici del dialetto piemontese. Nasce dall’unione di ciapé (acchiappare, afferrare) e rat (topo), ma oggi non viene usato nel senso letterale di “acchiappatopi”. Con il tempo ha assunto un significato figurato, diventando un’etichetta dispregiativa e ironica molto diffusa.

A Torino e nel Piemonte occidentale, il termine indica:

  • chi parla tanto ma conclude poco;
  • chi si atteggia senza risultati concreti;
  • un vero e proprio fanfarone, sbruffone o spaccone.

Esempi:

  • Con tuti ij sò dëscors, l’é mach n’àutr ciaparat” = “Con tutti i suoi discorsi, è solo un altro fanfarone”.
  • A l’ha promëttu tant ma a l’ha nen fàit gnente: ciaparat” = “Ha promesso tanto ma non ha fatto nulla: fanfarone”.

Nel Piemonte orientale verso la Lombardia, il termine ha un significato più ampio e oltre a quelli già detti per Torino indica:

  • raccoglitore di cose inutili;
  • chi si perde in attività senza valore;
  • una sorta di perditempo o rigattiere di poco conto.

Esempi:

  • “L’é sèmper lì a fé ‘l ciaparat” = “È sempre lì a fare cose senza senso”.

Differenze tra Piemonte occidentale e orientale

  • Nel Piemonte occidentale prevale il significato sociale → fanfarone, millantatore, inconcludente.
  • Nel Piemonte orientale il significato sociale è allargato alla pratica → arraffone, perditempo.

Questa differenza rende il termine ricco di sfumature e legato al contesto.

Nel Medioevo “acchiappare topi” era usato per descrivere un lavoro ingrato e senza guadagno. Da qui nasce l’uso figurato: chi “ciapa ij rat” si affanna senza ottenere risultati. Un proverbio dice: “Ciapé ij rat a l’è ‘n mësté sensa paga” = “Acchiappare i topi è un mestiere senza guadagno”.

Gian dij Cordòla

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