La benedizione del vino di San Giovanni d’inverno

Il San Giovanni d’inverno si festeggia il 27 dicembre ed è la ricorrenza di San Giovanni Evangelista, il discepolo prediletto. Questa festività cade a pochi giorni dal solstizio d’inverno (21-22 dicembre), specchiandosi simmetricamente nel San Giovanni Battista (il 24 giugno, legato al solstizio estivo).

Nella tradizione cristiana e simbolica-massonica, i due San Giovanni rappresentano le due porte dell’anno solare: il Battista apre alla luce crescente, mentre l’Evangelista accompagna l’uomo nel buio dell’inverno verso la speranza e la rinascita della luce.

In molte regioni alpine e di tradizione cristiana, il 27 dicembre si benedice il vino (ël vin ëd San Gioann). La tradizione nasce da un aneddoto associato alla biografia del santo: si racconta che, ad Efeso, venne offerto a Giovanni un calice di vino avvelenato. Prima di bere il santo fece il segno della croce sulla coppa e da questa ne uscì fuori il veleno, sotto forma di serpente verde. In quel giorno, fino a gran parte del secolo scorso, si soleva portare in chiesa delle bottiglie di vino per farle benedire e poi berle in famiglia come auspicio di buona salute, concordia e protezione dai mali dell’anno nuovo.

Anche nella montagna Condovese, San Giovanni d’Inverno si ricordava sempre. Pochi giorni dopo Natale, quando le case erano ancora piene di odori buoni e l’anno stava per chiudersi, si portava il vino in chiesa per la benedizione poi, una volta rientrati, si stappava la bottiglia: un sorso per ciascuno, anche solo per assaggiare.

Era un gesto semplice, ma fatto con coscienza, come si fanno le cose importanti. Il vino di San Giovanni d’inverno non era un vino qualunque. Se ne conservava sempre un po’ da parte perché si diceva facesse bene al corpo. Nei mesi freddi, quando arrivavano tosse, costipazione o stanchezza, quel vino veniva tirato fuori come un piccolo aiuto. Inoltre ogni volta che a casa fosse stata aperta una bottiglia di vino, un po’ del vino benedetto durante la festa di San Giovanni Evangelista sarebbe dovuto essere versato nella bottiglia nuova.

Riporto anche la tradizione massonica ed esoterica: San Giovanni Evangelista è storicamente il santo patrono dei Liberi Muratori (insieme al Battista), e il 27 dicembre si tengono tradizionalmente tornate rituali di solstizio e di passaggio delle cariche, incentrate sul simbolismo della ricostruzione interiore e del ritorno della luce

Il 27 dicembre era un giorno che insegnava ad entrare nell’anno nuovo con rispetto e fiducia. Così San Giovanni d’inverno passava, senza farsi notare troppo, ma restando nella memoria, come restano certe tradizioni, non fanno rumore, ma tengono insieme le persone.

La benedizione del vino

Gianni Cordola

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